Che Guevara 50

"Le due immagini più conosciute al mondo sono quelle di
Gesù Cristo e del 'Che'" ha detto pochi giorni fa Juan Martin
Guevara, fratello del rivoluzionario socialista.
Né argentino, né cubano, ma sempre più icona globale.
La DIRE prova a raccontare il suo mito a 50 anni dall'assassinio
nella selva boliviana, il 9 ottobre 1967.
Esecuzione seguita alla cattura con la regia occulta dalla Cia,
è stato detto; di certo, l'inizio di un'altra storia.

50 anni dalla morte del ‘Che’,
la Bolivia si prepara a celebrarlo.
Online un nuovo sito

In vista del 50esimo anniversario dell’assassinio di Ernesto ‘Che’ Guevara in Bolivia, nel Paese sudamericano è stato inaugurato un sito (www.50aniversarioche.bo) che segnala e rilancia eventi commemorativi, foto, mappe e video storici.
Dopo la vittoria della rivoluzione cubana, Guevara si era unito alla guerriglia boliviana per rovesciare il regime militare di Rene Barrientos e instaurare un governo socialista.
Il leader rivoluzionario costituì l’Esercito di liberazione nazionale.

Il 9 ottobre 1967 fu catturato e ucciso, con la regia o comunque il coinvolgimento della Cia, dopo essersi rifiutato di fornire nel corso dell’interrogatorio informazioni sui suoi piani e i suoi compagni di lotta. Guevara fu sepolto nella cittadina di Vallegrande. Sono molte le città della Bolivia con monumenti e targhe di ricordo lungo la “Ruta del Che“, il “sentiero” per la rivoluzione.

Bolivia. Sulle orme del 'Che':
dalla stanza 504 a 'Los Amigos'

Migliaia di militanti, rivoluzionari o nostalgici stanno raggiungendo La Higuera e Vallegrande, i villaggi della Bolivia dove 50 anni fa si concluse l'avventura del comandante Ernesto 'Che' Guevara. In molti, riferisce la stampa locale, hanno gia' prenotato una stanza alla Casa del Telegrafista o da Los Amigos e magari pure un tour da cinque euro. In vista dell'anniversario di lunedi' 9 ottobre, a La Higuera sono stati rimessi a nuovo due ostelli.
Alla Casa del Telegrafista una camera costa 11 euro a notte e, fino al giugno prossimo, gli ospiti potranno anche visitare una mostra fotografica sul Che. Un po' piu' basso il prezzo di Los Amigos, dieci euro, con la possibilita' di assaggiare ricette gourmet, a partire dal Boeuf Bourguignon marinato in vino rosso.
A Vallegrande, localita' a 60 chilometri da La Higuera dove il corpo di Guevara fu trasferito e sepolto dopo la cattura e l'uccisione, si sono moltiplicati i tour storici. La scelta ora e' tra sei pacchetti, con piccole varianti ma sempre a cinque euro.
Per chi arrivi dall'estero e faccia scalo nella capitale La Paz, poi, e' consigliata un'altra sosta: all'Hotel Copacabana, 30 euro a notte.
Il 'Che' alloggio' nella stanza 504, visitabile.
Era il 1966 e cominciava l'ultima battaglia rivoluzionaria contro la dittatura militare di Rene Barrientos, sostenuta dalla Cia.

Cuba. Mausoleo del 'Che' compie 20 anni: milioni di turisti da tutto il mondo

Sono passati 20 anni dall'apertura del mausoleo dedicato alla memoria di Ernesto Che Guevara e da allora il monumento ha gia' attratto 4 milioni e mezzo di visitatori, tre dei quali stranieri.
Nel 2016 il mausoleo e' stato visitato da un numero record di 374.900 turisti, per lo piu' tedeschi, argentini, canadesi, francesi e italiani.
"I numeri testimoniano l'universale apprezzamento del suo lascito rivoluzionario" ha dichiarato al giornale 'Juventud Rebelde' uno dei responsabili del mausoleo, Yanesky Gutierrez. Situato a Santa Clara, citta' a 260 chilometri ad est di L'Avana, e' l'attrazione turistica piu' visitata della citta', come conferma il sito TripAdvisor, su cui si possono trovare i commenti entusiastici dei visitatori.
"Bellissimo monumento, museo e tomba di Che Guevara... Un passaggio obbligato per chiunque visiti Cuba" scrive ad esempio un turista belga.
Intanto Cuba si prepara a commemorare il cinquantesimo anniversario della cattura e della morte del Che, ucciso in Bolivia il 9 ottobre 1967. 

Africa. Tour Anti-Colonialisti, anche nella casa del 'Che'

"Dopo la visita alla casa con il cucinino dove il 'Che' soggiorno' quattro mesi accompagniamo i turisti al New Zahir, il ristorante di Dar es Salaam dove pianifico' la rivoluzione in Congo": a parlare con la DIRE e' Mejah Mbuya, fondatore dell'agenzia tanzaniana Afri Roots, quella dei tour anti-colonialisti. Un progetto nato come presa di coscienza, che nel corso degli anni ha offerto nuove prospettive a turisti europei, americani e africani, animati da un impegno per il futuro che in questi giorni vibra ancora piu' forte. "Rendiamo omaggio a Ernesto Guevara nei 50 anni del suo assassinio" scandisce Mbuya: "Per noi africani e' un eroe perche' non si e' mai posto confini, pronto a dare la vita pur di stare al fianco degli oppressi".
Ne' si tratta solo di Cuba o di Bolivia, il Paese dove il comandante fu ucciso il 9 ottobre 1967 mentre cercava di rovesciare una dittatura sostenuta dagli Stati Uniti e dalla Cia.
Il 'Che' si batte' anche per l'Africa, contro discriminazioni razziali, sfruttamento e colonialismi vecchi e nuovi. "Scelse la Tanzania perche' al tempo del presidente Julius Nyerere era la piattaforma rivoluzionaria del continente" spiega Mbuya. "Al New Zahir passarono Malcom X e le Pantere nere, i capi della Fronte di liberazione del Mozambico e lo stesso Nelson Mandela: era il 1962 e prima di raggiungere l'Algeria per un addestramento militare aveva ottenuto il passaporto tanzaniano nel nome della lotta comune contro l'apartheid".
Contatti che avrebbero fatto la storia. Arricchiti e segnati dal passaggio del 'Che', convinto che con l'aiuto dei ribelli di Laurent Kabila sarebbe stato possibile rovesciare il dittatore congolese Mobutu Sese Seko. E' il 1965. Guevara affitta una casa nel quartiere di Upanga e stabilisce contatti con la comunita' degli esuli congolesi, costretti a riparare in Tanzania dopo l'assassinio del primo ministro anti-colonialista Patrice Lumumba. Vengono stabiliti contatti e messe su carta strategie per la rivoluzione. Sarebbe finita male, con il 'Che' deluso per la mancanza di sostegno di Kabila.
E' tutto scritto in 'The African Dream: The Diaries of the Revolutionary War in the Congo', racconto dell'avventura che avrebbe preceduto il soggiorno in Unione Sovietica e nella Bolivia fatale. La storia della rivoluzione africana del 'Che' e' meno nota di altre ma oggi conserva il suo significato.
Lo sa bene Mbuya, tour operator, giornalista e attivista. Il suo Afri Roots porta i turisti al New Hotel Africa, l'albergo descritto da Ryszard Kapuscinki per gli incontri dei leader nazionalisti che sarebbero diventati presidenti.
Poi in cammino fino al New Zahir, con lo stesso messaggio: "L'Africa libera e' meglio dei safari e dei resort".
 

Cinema. Arriva Ernesto, film su compagno d'armi giapponese del Che

Pur essendo una figura appartenente all'universo ideologico e iconografico occidentale, il messaggio rivoluzionario di Ernesto 'Che' Guevara ha varcato i confini di America ed Europa per arrivare fino in Giappone, dove sta per uscire un film sulla sua vita e quella di un suo compagno d'armi nippo-boliviano.
La pellicola e' intitolata 'Ernesto' e uscira' nelle sale giapponesi lunedi' 9 ottobre, in coincidenza con il 50° anniversario della morte del rivoluzionario argentino. Basata sul romanzo biografico scritto dalla sorella, la storia e' quella di Freddy Maemura Hurtado, figlio di immigrati giapponesi in Bolivia.
Freddy si trasferisce a Cuba per studiare medicina, rimane affascinato da Guevara e dalle sue idee al punto da unirsi a lui nello sforzo di diffondere la rivoluzione socialista in Sudamerica, restando al fianco del 'Che' fino alla tragica conclusione in Bolivia. Il progetto e' frutto della collaborazione cinematografica tra una casa di produzione giapponese e una cubana, la prima dal 1969. Irriconoscibile per via del trucco, troviamo Joe Odagiri nel ruolo del protagonista, una delle poche star del cinema giapponese celebri anche al di fuori del proprio Paese.
Il film e' stato girato in gran parte in spagnolo, fatto che non avra' impensierito piu' di tanto Odagiri che ha gia' interpretato ruoli in praticamente tutte le lingue piu' diffuse del mondo, italiano escluso.
Prima del lancio nelle sale, il lungometraggio e' stato presentato alla stampa estera presso la sala stampa dei corrispondenti esteri di Tokyo. 

Guevara. Il fratello Juan Martin: fra 300 anni sarà sempre il Che

"Noi non potremo vederlo, ma fra 300 anni il 'Che' sara' sempre il 'Che'": lo ha detto Juan Martin Guevara, fratello minore di Ernesto, in un'intervista rilasciata a pochi giorni dal 50° anniversario dell'assassinio del rivoluzionario socialista.
Settantaquattro anni, autore del libro 'Mon frere, le Che', Juan Martin ha ricordato il dolore per non aver potuto accompagnare il fratello nella sua missione in Bolivia, il Paese dove il 9 ottobre 1967 sarebbe stato ucciso.
Poi, sui miti e le icone: "Credo che le due immagini piu' conosciute al mondo sono quelle di Cristo e del 'Che'. Un amico mi ha detto: 'Esageri, Gesu' e' molto piu' conosciuto'. Certo e' morto piu' di 2000 anni fa, mentre il 'Che' da appena 50. Noi non potremo vederlo, ma fra 300 anni il 'Che' sara' sempre il 'Che'. E spero che ci saranno altri 'Che'".

Guevara. Il generale che lo catturo': rivoluzionario anche da prigioniero

Si rifiutava di essere interrogato e parlava solo in privato con i soldati e l'insegnante del villaggio, ai quali cercava di trasmettere il suo messaggio rivoluzionario: Gary Prado, generale boliviano in pensione che coordino' la cattura di Ernesto 'Che' Guevara, ha raccontato cosi' le ultime ore di vita del rivoluzionario socialista a pochi giorni dal 50° anniversario della sua morte.
Secondo Prado, che il 9 ottobre 1967 aveva 28 anni, dopo lo scontro a fuoco e l'arresto il 'Che' fu portato in una scuola fatiscente a La Higuera per essere interrogato. "Era sporco e denutrito, l'ombra di se' stesso" ha ricordato il generale boliviano, ora in pensione.
Il 'Che', ha detto ancora Prado, rifiutava di essere interrogato dagli ufficiali boliviani e conversava solo in privato con i soldati e con l'insegnante del villaggio, ai quali cercava di trasmettere il suo messaggio rivoluzionario facendo loro notare le enormi disparita' della societa' boliviana. Secondo la ricostruzione dell'ufficiale in pensione, al momento della cattura Guevara aveva con se' pochi oggetti: un diario, pellicole di foto da sviluppare, il passaporto uruguaiano falso con cui era entrato in Bolivia e due orologi Rolex.
Uno apparteneva a un suo compagno d'armi, Tuma, morto in combattimento e restituito al comandante del battaglione di cui faceva parte. L'altro invece e' stato conservato da Prado, che l'ha in seguito consegnato al ministro degli Interni cubano quando le relazioni Cuba-Bolivia si sono normalizzate. 

Guevara. Il francobollo di Dublino: ribelle con sangue irlandese

Un francobollo con il volto del 'Che' ritratto e stilizzato dall'artista dublinese Jim Fitzpatrick, e' stato emesso in Irlanda per commemorare il 50° anniversario dell'assassinio del rivoluzionario socialista, figlio di un ingegnere civile nato in Argentina ma originario dell'isola.
L'opera di Fitzpatrick e' stata riprodotta nel corso degli anni su magliette, poster e badge in tutto il mondo.
Sul francobollo, del valore di un euro, il ritratto e' accompagnato da una citazione del padre del rivoluzionario. "Nelle vene di mio figlio scorreva il sangue dei ribelli irlandesi", disse Ernesto Guevara Lynch, legando idealmente alle Americhe la lotta culminata con l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1921.
Il francobollo, emesso dalle Poste irlandesi, puo' essere ordinato anche online al sito www.irishstamps.ie.
Il ritratto di Fitzpatrick, bicromo, fu realizzato nel 1968 a partire da una fotografia di Alberto Korda

Milano. Il "vero" Che Guevara va in mostra, è oltre clichè pop

In occasione dei 50 anni dalla morte, martedi' 5 dicembre si inaugurera' negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano una mostra dedicata ad Ernesto Che Guevara, intitolata 'Tu y Todos', che sara' aperta ai visitatori fino all'1 aprile 2018 (90esimo anniversario della nascita).
Ideata e realizzata da Simmetrico Cultura, la mostra e' coprodotta con Alma, Rtv Commercial de L'Avana e dal Centro studi Che Guevara della capitale cubana ed e' stata presentata questa mattina a Palazzo Marino.
L'iniziativa ha poi avuto il supporto del dipartimento di Storia Contemporanea dell'Universita' di Milano e dell'universita' Iulm. L'obiettivo e' riscattare la figura di Guevara dall'oblio dell'icona pop alimentata da poster e magliette, restituendola alla sua dimensione piu' umana e storica. Vuole insomma "raccontare una figura cruciale del secolo scorso, caratterizzato da forti istanze rivoluzionarie e dalla lotta per i diritti civili in tutto il mondo", come dice il presidente di Alma e di Simmetrico Cultura, Daniele Zambelli.
Per questo, come chiarito dagli organizzatori, la mostra si organizza su tre livelli: il primo, "impostato con una narrativa giornalistica", descrive il contesto geopolitico in cui si muove la storia di Guevara; il secondo, di tipo biografico, racconta, grazie a un'ampia documentazione, gli anni della formazione antecedenti alla rivoluzione cubana; il terzo livello avra' invece un tono piu' intimistico e si sviluppera' attraverso frammenti dei suoi scritti piu' personali.
D'altronde gia' il titolo della rassegna, "Tu y Todos", che prende spunto dal titolo di una poesia che Guevara ha scritto alla moglie prima della sua partenza per la Bolivia, e' stato scelto proprio per sottolineare la dimensione intima con cui si ha intenzione di illustrare il personaggio. Oltre 2.000 documenti vagliati in due anni, tra lettere, diari, foto ufficiali, foto private, video d'epoca e scritti autografi dei discorsi, 1.000 metri quadrati di esposizione, quattro album che aprono il percorso attraversando la prima fase della vita guevariana, nel periodo che va dal 1928 al 1956.
Questi alcuni numeri di una mostra che si mostra ambiziosa nella propria volonta' di distinguersi dal solito ricordo e di immergere il visitatore in un sentiero di conoscenza dell'uomo Guevara, delle sue domande e dei suoi conflitti interiori. Questo perche' "l'obiettivo della mostra non e' alimentare l'epicita' del personaggio e men che meno schierarsi in uno sterile dibattito o giudizio morale sulle sue scelte di uomo pubblico o nella sua vita privata- conclude Zambelli- ma a stimolare nel pubblico attraverso i tre livelli una riflessione sulla storia di un uomo certamente fuori dal comune, sulle sue istanze, sulle sue urgenze e su un periodo storico cruciale per comprendere l'attualita'".

Guevara. In moto sognando il Che: 'la Poderosa Tours' è da record

"Non c'entra se e' socialista o capitalista, quello che conta e' che stiamo facendo un buon lavoro e aiutiamo il Paese": a parlare e' Ernesto Guevara, non il 'Che' ma suo figlio, 52 anni e una carriera nel turismo su due ruote nel nome (e sulle orme) del padre. Il figlio piu' giovane del rivoluzionario e' tornato a raccontare della sua attivita' a Cuba alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell'assassinio del 'Che', il 9 ottobre 1967.
Ernesto e' responsabile della Poderosa Tours, un'agenzia che organizza escursioni a cavallo di Harley-Davidson Norton 500 cc, il modello usato dal rivoluzionario nei nove mesi raccontati in 'Latinoamericana' e poi nel film 'I diari della motocicletta'. Lo schema e' quello di una societa' privata che si avvale di capitali stranieri ma lavora con gruppi cubani proprieta' di Stato. Al netto delle polemiche sul rispetto o meno dell'ortodossia marxista, la ricetta e' di successo, con migliaia di prenotazioni dall'Europa, dagli Stati Uniti, dall'Argentina e perfino dalla Cina: troppo forte il fascino dei luoghi simbolo della rivoluzione, dall'Avana vecchia al lungomare del Malecon, dalla Fortezza cubana alle meraviglie coloniali di Trinidad. L'ultimo servizio sulla Poderosa Tour lo ha realizzato l'emittente britannica 'Bbc'.
Che, polemiche a parte, certifica un dato: nel 2016, magari anche per il disgelo promesso dal presidente statunitense Barack Obama, le prenotazioni hanno raggiunto il record di sempre.